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May 21 2017

Di su e di giù

Come a tutti, più o meno, anche a me vengono delle idee. Così provo a realizzarle, inizio a metter giù qualche schema, due o tre cose da fare per arrivare a, beh, all’obiettivo.

Poi ad un tratto mi rendo conto che non ce la farò mai, insomma chi caspita sono io, mica un giovane startupper, nemmeno un famoso imprenditore, non ho perso tutto e quindi devo trovare un modo per sbarcare il lunario. 

Ho un lavoro, pure decente direi, che mi permette di campare dignitosamente, niente settimane bianche o vacanze ai Caraibi, una cena fuori una volta al mese si, qualche altra cosetta e tutto qui. Ma mi basta.

Così, quando mi metto in testa di fare qualcosa di diverso, qualcosa che mi piacerebbe fare intendo, ecco qui che mi rendo conto che non è roba per me, che mi sembra di fare qualcosa di sciocco e che nessuno ci crederà mai. Insomma, sono ad uno stallo.

May 17 2017

Da piccolo mi piacevano gli aerei, per essere più preciso mi piaceva costruire modellini di aeroplani. 

Preferivo gli aerei da guerra, nell’enciclopedia di casa avevo trovato quattro pagine con foto e disegni degli aerei da guerra americani degli anni ‘70. Erano gli anni in cui io ne avevo 10.

I modellini di plastica costavano parecchio, così li costruivo di cartoncino. Li disegnavo in pianta, come se fossero aperti lungo la linea di mezzeria. disegnavo la fusoliera, le ali (doppie, la parte sopra e quella sotto), il timone di coda e gli alettoni. 

Tutto attorno facevo il disegno delle linguette per incollare tra loro i pezzi.

Poi li coloravo con i pastelli e ritagliavo i pezzi, li incollavo usando nastro adesivo trasparente e colla vinicola, la famosa Coccoina di quegli anni, quella con il pennelletto piccolo infilato nel foro centrale del barattolo di metallo.

L’ultimo che costruii fu un B52, che per me fu una sfida.

Le ali erano molto lunghe, ed i motori erano 4 per ognuna, rendendole pesanti ed incurvate verso il basso, come in realtà è quello vero.

Allora usai i bastoncini del gelato, un cremino o un fiordifragola (quelli erano i tipici gelati, negli anni ‘70) per irrobustire la fusoliera, e del cartone per irrobustire le ali, che con lo stecco del cremino sarebbero nuovamente diventate troppo pesanti.

Ci perdevo le giornate, a costruire aerei di carta, che poi usavo per giocare con i soldatini della Atlantic. 

Insomma, tutte queste frasi solo per dire che vorrei ancora avere tempo per continuare a costruire aeroplanini di carta.

May 16 2017

Probabilmente aveva ragione Umberto Eco, quando diceva che Internet aveva sdoganato milioni di imbecilli. 
Però la stessa cosa vale per i muri dei gabinetti nelle Università o nelle Biblioteche, solo che non sono frequentate da milioni di persone.

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May 14 2017

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Il mio Hello, World

Questo è il mio primo post sul mio dominio personale, ossia Wineroland.it.

Qui infilerò qualche pensiero sparpagliato, non necessariamente legato al vino, non necessariamente legato alla tecnologia, ma necessariamente legato alla mia vita.

Se volete, potete inviarmi una email con su scritto: Hey, I’m here! per segnalarmi la vostra esistenza.

Oppure no, come credete meglio.

Grazie comunque di essere passati da queste parti.

Wine Roland

January 13 2013

wineroland

Protest against Repubblica news on the death of Aaaron Swartz (In Italian)

I'm sorry for my international readers, but what follows is in Italian - a protest letter against a shameful report on the death of Aaron Swartz (godspeed, man, rest in peace :( ). 

Cara redazione di Repubblica, 

stamattina vi stavo scrivendo una mail di fuoco riguardo al vergognoso articolo a firma Aquaro pubblicato all'URL: http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/01/13/news/aaron_swartz_suicida_a_26_anni_la_famiglia_era_perseguitato-50429490/ 


Ho pensato che aveste realizzato la dimensione apocalittica delle stupidaggini scritte dal vostro inviato, o che foste stati colti dal rimorso per il modo vergognoso di trattare un giovane che ha deciso di togliersi la vita. 

Niente di tutto questo: l'articolo e' tornato in piedi. In tutta la sua vergognosa stupidita'. A cominciare dal definire Swartz come "profeta di Internet, l'apostolo della libertà della Rete", definizioni che - ne sono certo - avrebbe rifiutato da vivo come ridicole. 

Non sto nemmeno a dire quanto ignorante possa essere chi scrive "Etich Center Lab di Harvard". Cosa diavolo sarebbe "Etich"? L'abbreviazione di "etichetta"? Si scrivera' mica ETHICS? E comunque Swartz era stato un fellow all'Edmond J. Safra Center for Ethics di Harvard. 

Non si e' mai laureato, e al contrario di tanti fanfaroni italiani non avrebbe voluto vedersi attribuito un titolo falso. Non serviva conoscerlo, eh, bastava COPIARE DA WIKIPEDIA (http://en.wikipedia.org/wiki/Aaron_Swartz). Bastava dedicare a questo giovane morto suicida piu' di cinque minuti per stendere il pezzo. 

Invece no, lo avete disonorato fino alla fine. "Aaron è morto suicida come un divo del rock: e come tanti, troppi smanettoni depressi come lui": ma dico, non vi vergognate? Non vi colpisce come questa frase dipinga un giovane intelligente, entusiasta, frenetico nella sua creativita' in un modo negativo e disperato?

Non sto nemmeno a dire quanto sia vergognoso questo passaggio: "La curiosità aveva portato Aaron a diventare il guru riluttante che era. Si chiama Rss il codice che ha contribuito a identificare. È una sigla che un giorno sarà universalmente popolare come il Dna e come il Dna riassume infatti informazioni e notizie e le mette in circolo nel corpo senza confini del web" 

Non si puo' far parlare di tecnologia qualcuno che di tecnologia capisca qualcosa? E non venitemi a sventolare la solita scusa della "divulgazione", del "far capire": questo passaggio sopra non serve a far capire, serve a far sembrare temibile e incomprensibile al lettore qualcosa che il giornalista (absit iniuria) stesso non capisce e non vuol capire. Se volete divulgare, vedete alla voce "Piero Angela". E vergognatevi. 

Non commentero' poi il fatto che Reddit non sia il "suo" social network (e' una questione complicata), ne' alla cattiveria gratuita sui "dollaroni della Condé Nast". 

Poi, se l'autore volesse spiegarci questo passaggio, glie ne sarei grato: "Aaron veniva da Chicago, la città di Barack Obama - che durante l'ultima campagna s'è concesso un bagno social proprio su Reddit - e capitale americana degli hacker: tipo quel Jeremy Hammond immortalato da Janet Reitman, la reporter-detective famosissima per il libro-inchiesta più informato su Scientology. La rete era tutto il suo mondo. E per la libertà della rete s'è lanciato nell'ultima grande battaglia, l'anno scorso, contro la legge ammazza-web che il Congresso Usa ha cercato di far passare. Perché dunque crollare proprio adesso?" Cosa c'entrano Aaron, Obama, Reddit, Hammond, Scientology tra di loro? C'entrano perche' sono tutti di Chicago? E perche' non mettere nella stessa frase anche Fermi e Al Capone allora? 

Veramente, un pezzo cosi' vergognoso doveva essere tolto dal sito e lasciato offline. Sono profondamente deluso ed offeso per questo insulto postumo ad un giovane e geniale collega d'oltreoceano.
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